tradimenti
la cavigliera
GentlemanPA
01.12.2021 |
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"Lei mi accarezza i capelli e inizia a godere, fino ad un rumorosissimo orgasmo che sopraggiunge dopo pochi minuti, con un piccolo e buonissimo schizzo..."
Un tardo pomeriggio di mezz’estate ho un appuntamento (grazie ad Annunci69) con una coppia distinta di mezz’età, credo cinquantenni come me. Viaggio in motocicletta fino all’agriturismo indicato, dista un centinaio di metri dal mare ed è immerso in un uliveto, in provincia di Trapani. La struttura è molto bella, un antico casale con piscina, un posto elegante e discreto come la coppia che sto per incontrare.Parcheggio e chiamo al telefono Dario, che mi raggiunge dopo pochi minuti e mi allunga una mano vigorosa; è alto, ben abbronzato, portamento distinto, una persona visibilmente perbene, allegro e gioviale. Prima di proseguire scambiamo quattro chiacchere come due buoni amici, probabilmente per capire se può fidarsi e farmi entrare nella loro villetta: esame superato, mi invita ad entrare.
Lo spettacolo che mi si presenta è ben oltre le aspettative, una bellissima donna matura, proprio come piace a me, elegante ed abbronzata, disinvolta e sorridente; si presenta come Vania. È bionda con le mèches, alta circa 1,70, seno tra la quarta e la quinta, occhi verde scuro, una spettacolare culona dai fianchi larghi (con i neologismi odierni milf-bbw) con le gambe muscolose e ben tornite, le caviglie inaspettatamente proporzionate e bellissimi piedini smaltati di blu; ad esaltare il tutto un abitino rosso da pomeriggio lungo appena sopra il ginocchio, con le bretelline, una bella scollatura con finiture in pizzo, sandali gioiello con tacco 9.
A causa dell’abbondanza è evidente l’assenza del reggiseno, e nonostante l’età, le maestose tette sono posizionate all’altezza giusta; sento la mia mazza irrigidirsi: è un ottimo segno.
Un po’ d’acqua fresca ed una manciata di convenevoli, loro sono seduti accanto, su un divanetto, io ho preso posto su una sedia che ho strategicamente posizionato davanti a lei, per ammirarla da vicino, con le belle gambe accavallate e l’abitino che è salito un po’ su.
Prima in chat e poi per telefono, ho chiesto ed ottenuto di poter portare un piccolo pensierino per la bellissima signora bionda e curvy che ammiro in foto, e non appena penso che sia il momento giusto, esco dal giubbotto da moto un pacchettino e lo porgo a Vania, le dico: - “è un piccolo pensiero per te”. Forse Dario non le ha detto nulla, poiché mi sembra autenticamente sorpresa, scarta la confezione e ammira una discreta cavigliera di argento bianco, molto carina. Mi ringrazia con un bacio sulla guancia, il suo profumo è caldo, speziato e floreale, decisamente estivo, elegante e sensuale, le chiedo: - “posso mettertela io?” Mi porge le caviglie, mi inginocchio davanti a lei, e mentre le aggancio delicatamente e sensualmente il monile alla gamba destra (pare che su tale caviglia sia segno di libertà sessuale anche se impegnata), non posso fare a meno di sbirciare fra le sue cosce, dove scorgo una mutandina rossa, molto elegante e succinta, con del pizzo; spero sia un perizoma del modello a filo, lo scoprirò. La mia mazza è sempre più in agitazione e riesco con molto sforzo a non toccarla in modo più incisivo, dato che gli accordi presi con Dario prevedono che, prima di passare oltre, andremo a cena fuori.
Ammiro la bella ed elegante matrona sul sofà, con la nuova catenina alla caviglia, ancora più provocante e sexy.. Da impazzire, deve essere mia.
Sono le 20, fuori c’è ancora luce, rossa e calda, tipica delle località marine in Sicilia al tramonto, l’odore è quello della campagna d’estate, erba secca, fiori di piante spontanee, fiori d’ulivo, gelsomino, misto alla salsedine che giunge dal mare poco distante, la colonna sonora è il vento accennato che modula le cicale e le api, c’è caldo ma è piacevole, propongo di andare a cena. Dario mi dice che ha già prenotato non lontano e decidiamo di spostarci con la sua auto, una cabriolet sportiva e fascinosa, che apprezzo molto.
Prendo posto sul sedile posteriore un po’ angusto per gente alta come me, mi posiziono al centro in modo da potere ammirare Vania nella sua conturbante mise. Lei, forse consapevole, si siede alzando un po’ il vestitino e rivolgendo le gambe verso il centro, in modo che io possa vederle meglio, ed una volta in marcia approfitto della mia postazione posteriore per accarezzarle un po’ il collo, il braccio sinistro, scendendo fino alle cosce. Dario di tanto in tanto guarda e mi sembra molto eccitato, lei nonostante l’abbronzatura mi sembra più rossa in viso e poggia la testa all’indietro sul sedile con fare voluttuoso; raccolgo l’invito e, grazie alle braccia lunghe, arrivo a sfiorarle l’interno coscia su per l’abitino, fino alla mutanda. Il suo respiro si fa pesante ed io allento la presa, non desidero correre, dobbiamo ancora cenare.
Arriviamo in un piccolo ristorante molto carino in stile pescatore chiaro e luminoso, in cui ordiniamo una frittura di paranza come entrée, a seguire le busiate (tipica pasta fresca trapanese) con un condimento di pesce, Vania prende il couscous, e vino bianco, fresco al punto giusto circa 10°C; Dario è un intenditore ed abbiamo gusti simili, non solo in tema di donne. Siamo molto galanti e manteniamo il bicchiere di Vania ben rifornito, versando da entrambi i lati; terminata la bottiglia, in attesa della nuova, le bisbiglio che mi piacerebbe avere le sue mutandine adesso.. Sciolti i residui freni inibitori, grazie al generoso grado alcolico del bianco, Vania mi sorride, guarda Dario che accenna un “si” annuendo col capo, si alza e si reca alla toilette. Di ritorno dopo pochi minuti, passa dietro di me e con fare naturale e discreto posa un succinto perizoma rosso sopra il tovagliolo sulle mie gambe. Lo tocco ed è caldo e umido: la fantasia vola e la mia mazza sembra voler schizzare fuori dalla patta che la contiene. L’atmosfera è rovente, ben più calda della bellissima serata estiva, ed il raviolo con la ricotta tiepida evoca godimento allo stato puro; d’altronde si sa: cibo e sesso camminano a braccetto.
La strada del rientro in agriturismo è rapida, automatica, densa di aspettative, l’aria è ancora più salmastra, la capote è aperta, i capelli al vento; dal sedile posteriore accarezzo il collo di Vania, la sua espressione è beata ed emette piccoli gemiti, come una gattona che fa le fusa in attesa. Parcheggiamo ed entriamo nella graziosa villetta, Dario mi dice che sente caldo e ci invita a fare un bagno in piscina, a quel punto mi gioco la matta e, guardando Vania negli occhi, gli dico: - “potresti andare da solo, ti raggiungiamo lì tra un po’, che ne pensi?” Lei mi accenna un sorriso molto malizioso, lui esita qualche secondo, dopodiché annuisce, prende l’accappatoio, bacia la sua compagna ed esce dicendo: - “vi aspetto, fate con comodo”.
Prendo la mano di Vania, la bacio appassionatamente, con le mani esploro il suo corpo in ogni dove, e mi piace molto. I suoi gemiti salgono di livello, le sue mani ricambiano e indugiano sui miei glutei, sul petto, sul collo, e giù fino alla mazza che ormai è dolorante per quanto è dura. La invito a sedersi sul tavolo, alzo il vestitino e scopro la sua figa pulitissima, depilata a meno di un ciuffetto biondo sopra clitoride, è elegantemente vintage, mi siedo davanti ed inizio a baciarla e leccarla, con passione ed avidità. Lei mi accarezza i capelli e inizia a godere, fino ad un rumorosissimo orgasmo che sopraggiunge dopo pochi minuti, con un piccolo e buonissimo schizzo. Mi alzo, la bacio a lungo, è calda e vogliosa, la invito a scendere dal tavolo, la faccio girare e con delicatezza la piego in avanti: lo spettacolo che mi si presenta è degno di una Venere Callipigia, una signora elegante, in calore, con un culo largo e sodo, in attesa delle mie determinazioni. Apro delicatamente le natiche con le mani, osservo la perfetta depilazione e l’orifizio apparentemente ben serrato, inizio a leccare ed i gemiti riprendono, poggio un dito sopra il buchetto, percepisco una piccola contrazione e spingo delicatamente. Superato l’orifizio, mi inoltro su per il retto, massaggiandone delicatamente le pareti: noto con piacere lubrificazione e dilatazione, esco dai miei pantaloni la mazza durissima e violacea, batto il record mondiale di velocità di calzata del preservativo, prendo la mira e.. dentro! Vania alza la testa, lancia un piccolo grido, sbatte una mano sul tavolo e mi dice: - “sei un porco, sbattimi!”
Metterlo nel culo ad una milf-bbw così bella è un’esperienza davvero mistica, e mi ci dedico con cura, esploro ogni millimetro delle sue viscere con il mio glande piuttosto grosso, ed ogni tanto le regalo una sculacciata sull’enorme natica, cosa che gradisce tanto, alterno serie di colpi forti a roteazioni lente e profonde, ho la percezione di diversi suoi orgasmi anali e, un attimo prima di sborrare esco il cazzo, lo denudo e ricopro il bel culone con i miei schizzi caldi di nettare bianco.
Vania è provata a causa dello sbattimento vario, benché visibilmente appagata. Mi chiede di ripulirle il bellissimo e generoso fondo schiena, cosa che mi diverte molto, lo faccio con cura e dedizione, poi si gira, ci baciamo a lungo e mi dice: - “adesso andiamo, proseguiamo in piscina con Dario, l’agriturismo è deserto, ci siamo soltanto noi, i proprietari abitano altrove”. - “Bene!” le rispondo di getto, sono ancora piuttosto eccitato e penso che ci siano tante cose da fare, non posso tralasciare nulla di questa donna splendida. Si riposiziona l’abitino un po’ stropicciato, le do una dolce sculacciata e usciamo.
La piscina è a pochi metri sul retro del porticato, Dario è sdraiato su una chaise-longue ed ammira la luna, ci guarda arrivare e sorride compiaciuto, penso fra me e me che è un perfetto complice di gioco. Lei si china per baciarlo sulle labbra ed il suo fondoschiena esposto, che ho appena posseduto, mi fa nuovamente pulsare la mazza, mi ci poggio lievemente giusto per farmi sentire; lei si siede sulla chaise-longue accanto al suo uomo, mi abbassa i pantaloni e, approfittando della esposizione in bella vista a Dario, si esibisce in un pompino da maestra, da appassionata, degna del set di un elegante porno, soffermandosi su ogni dettaglio del pene, con la lingua ben esposta, a beneficio dei suoi attentissimi due uomini. È un lavoro di bocca e mani eccezionale, il mio amico grosso e duro lo gradisce tantissimo ed anche Dario lo gradisce, vedo che anche il suo amico è ben duro, lo ha liberato e se lo accarezza piano all’aria aperta, con dolcezza, mentre con l’altra mano accarezza da dietro una delle grandi e sode tette di Vania, al momento molto impegnata.
Questo quadro sotto le stelle dura per un bel po’, finché lei si volta verso di lui, lo bacia con passione (e con il mio sapore), si alza e dice: - “facciamo un bagno? Dai..”
Ci spogliamo, mi eccita vedere sul suo magnifico e abbondante corpo nudo la cavigliera che le ho donato poche ore prima, non solo un monile, bensì un simbolo di contemporanea disponibilità sessuale e appartenenza.
Si siede sul bordo e scivola dentro, noi la seguiamo come topolini incantati dalla pifferaia.
L’acqua è perfetta, calda e piacevolissima; di sera, nell’estate sicula, è il momento migliore per un bagno, i nostri corpi sono immersi per metà, Dario ha la schiena al bordo piscina, Vania si poggia di spalle su di lui, io mi sistemo davanti a loro, lei scivola un po’, io le tengo il bacino alto prendendola saldamente dalle grandi natiche ed affondo il cazzo duro e gonfio nella sua elegante figa, e spingo prima dolcemente, poi in un crescendo con più forza, approfittando del cuscino umano di nome Dario. Dopo un po’ Dario si siede sul bordo vasca a gambe aperte, Vania si sistema a pecorella con il culo a me e la bocca al compagno, e ricomincia la monta, cerco con le mie spinte di agevolare il pompino, finché Dario si inarca all’indietro e con un suono gutturale esplode dentro la bocca vogliosa di Vania, dopo poco, in sincronia, esplodo anch’io.
La serata si conclude con una mezzoretta di relax aggiuntivo: un po’ di commenti a caldo, un caffè per il viaggio, una doccia, saluti affettuosissimi e promesse di rivederci. Mi rivesto e via in moto, da viaggiatore solitario, verso nuove galanti e trasgressive avventure..
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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